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Da sinistra a sinistra

La sinistra, intesa come identità politica progressista, ha dalla sua le ragioni e i sentimenti più autentici e condivisibili delle donne e degli uomini, penso innanzitutto alla solidarietà, mentre ciò che da sempre l'ha rovinata e continua, anche se in misura minore, a rovinarla, è l'ideologia.

La spasmodica ricerca di un pensiero totalizzante, che si tramuta immancabilmente in totalitario, capace di definire e indirizzare ogni aspetto della vita sociale, economica ma anche personale dell'uomo, è una necessità talmente irrinunciabile da comportare l'impossibilità di staccarsi dal filosofo politico che più di tutti è riuscito a rispondere a tale necessità: Marx.

Se voi pensate che io voglia dimenticare la lezione, dirò di più, l'intuizione marxista di metà ottocento, vi sbagliate di grosso. Ma esiste il superamento. Conoscere, giudicare, interiorizzare e superare, che non significa certamente cancellare.
Le tesi di Smith sono interessanti, come lo sono quelle di Ricardo, oppure di Locke, financo di Hobbes se vogliamo allargare il contesto liberale. Sono autori la cui lezione è importante, ma certamente non sono oggi la base per una realistica strategia programmatica!


Ho approfondito molto le origini del pensiero socialdemocratico e Marx né è il principale pilastro.
Ma se nel 1899 Bernstein riteneva che  la prognosi della rivoluzione proletaria, fondata sull’acutizzazione dei rapporti sociali prevista dal Manifesto marx-engelsiano si dimostrasse già al suo tempo errata, figuariamoci cosa posso pensare di chi oggi di fronte alle sfide del mercato globale, all'architettura finanziaria internazionale, ai nuovi rapporti sociali interni alle società occidentali, alle problematiche di sviluppo dei Paesi più poveri, all'emergere di nuove superpotenze geopolitiche del tutto originali per le loro caratteristiche socioeconomiche, di fronte, in definitiva, alla realtà nella quale siamo immersi nell’anno corrente 2006 mi ripropone come valido e attuale... il marxismo. Penso che la sinistra, esattamente in virtù della sua storia, si meriti di più.

Ci sono linee di pensiero contemporanee di grande rilevanza e interesse per la sinistra, che dovrebbero interessarci (mi ci metto dentro anch'io) tutti quanti. Uno su tutti Philip Pettit e la sua teoria sul neorepubblicanesimo, base identitaria della sinistra zapateriana.

La dottrina politica è importante quanto l'azione di governo, sono il primo a dirlo, per questo scegliere quella più appropiata, non quella più romantica, è un compito fondamentale per guidare la società verso un graduale progesso sociale, economico e culturale. 

Per inciso. L'uguaglianza sostanziale è illiberale per sua stessa natura perché parifica ciò che è differente e non permette al singolo di realizzare se stesso secondo le proprie potenzialità. L'uguaglianza delle opportunità (istruzione pubblica uguale per tutti, assistenza sanitaria universale uguale per tutti, legge uguale per tutti, ecc.) è vera libertà. 

Un saluto, cari compagni.

Pubblicato il 28/5/2006 alle 13.26 nella rubrica un po' di sinistra.

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